Testimonianze familiari
In questa pagina le famiglie dei nostri utenti hanno deciso di raccontare la loro esperienza nel relazionarsi nuovamente coi propri figli, compagni, fratelli e sorelle.
“Sono cresciuta con l’idea che le “dipendenze” fossero un mondo distante dal mio. Mai preso in considerazione che un giorno mi sarei scontrata con questa terribile realtà. Scoprire che nostro figlio facesse uso di sostanze, è stato un fulmine a cielo sereno.
Mio marito ed io ci siamo trovati soli, disperati e terrorizzati….non sapevamo a chi rivolgerci e nella totale confusione ci siamo rivolti a Tutti….coloro che pensavamo potessero supportarci.
La realtà purtroppo si è rivelata diversa, tante porte chiuse in faccia, mancate risposte o promesse mai mantenute.
Io vivevo con la vergogna di parlarne ad anima viva. Mio marito sentiva il bisogno di sfogarsi, e grazie a lui, siamo venuti a conoscenza di Valdano. Da quel giorno abbiamo iniziato a vedere la luce in fondo al tunnel. Finalmente non eravamo più soli. C’era qualcuno che ci ascoltava, che non parlava e basta, che ci guidava e nei momenti più bui, era accanto a noi, sempre 24 ore su 24.
Inoltre all’interno del gruppo, siamo stati accolti e aiutati. Non dovevamo più avere vergogna, perché altri con la loro esperienza potevano aiutarci a non commettere gli stessi errori. Per questo vogliamo restare all’interno del gruppo, raccontando la nostra storia, i nostri errori, per poter aiutare coloro che non sanno cosa fare.”
“Quando il mondo ti crolla addosso, quando non sai a chi rivolgerti ….perché non capisci, non comprendi….ti senti una mamma buona, ma fallita, gli altri ti sentono ma non comprendono….a volte ti guardano in modo diverso perché chissà cosa è successo………invece qui, in questa associazione è tutto diverso; nessuno ti giudica, ti senti accolta…ti senti aiutata; e si, perché mica è vero che solo nelle famiglie disagiate ci sono problemi; io ho una famiglia normale…..eppure mia figlia è crollata inesorabilmente; parlare con chi ti sa ascoltare veramente ti aiuta….tantissimo….poi diventa una necessità venire al gruppo dove racconti , gli altri ascoltano e dove c è sempre la parola giusta, detta al momento giusto: questa associazione ti regala la speranza….grazie Valdano”
“La dipendenza non è entrata in casa nostra con un’esplosione.È arrivata come una crepa lenta, quasi invisibile, finché un giorno mio figlio mi ha detto che il terreno sotto i piedi di tutta la famiglia non reggeva più. Pensavamo di conoscere la sofferenza. Anni prima avevamo attraversato la malattia mentale di nostra figlia. Non è stato un allenamento. È stata una frattura. Ci ha costretti a rivedere il nostro modo di amare, il bisogno di controllare, la paura del giudizio. Quella ferita non ci ha resi più forti. Ci ha resi più consapevoli della nostra fragilità. Con nostro figlio il dolore è stato diverso. La parte più difficile non è stata solo la sostanza. È stata la fiducia tradita. Le bugie. Gli inganni. La sensazione di non riconoscere più tuo figlio. Il primo impulso è stato salvarlo. Intervenire. Sistemare. Poi abbiamo capito che aiutare non significa sostituirsi. Amare non significa proteggere dalle conseguenze. Fidarsi non significa chiudere gli occhi. Abbiamo iniziato un lavoro su di noi. Attraverso relazioni vere e confronto con altri genitori abbiamo cambiato postura: meno controllo, più presenza; meno paura, più coerenza; limiti chiari senza smettere di amare. Un giorno mio figlio ci ha detto: “Qui da Amici contro la droga non mi stanno curando. Mi stanno insegnando un modo di vivere.” All’inizio pensavo che la cura fosse eliminare il problema. Oggi so che la sfida è imparare a stare nella realtà senza scappare, senza mentire, senza distruggersi. Questo vale per lui. E vale anche per noi. La dipendenza cambia tutta la famiglia. Ti obbliga a rivedere il tuo ruolo, il tuo bisogno di essere indispensabile, la tua paura di perdere tuo figlio. Non eravamo preparati. Siamo stati costretti a cambiare. E stiamo ancora cambiando. Se posso dire qualcosa ad altri genitori è questo: la vergogna isola. Il confronto libera. Cercate relazioni sane. Cercate, anche con Valdano, chi propone non solo una cura, ma un modo diverso di vivere. Non per diventare perfetti. Ma per restare, insieme ai nostri figli, dentro la vita.“