Testimonianze familiari

In questa pagina le famiglie dei nostri utenti hanno deciso di raccontare la loro esperienza nel relazionarsi nuovamente coi propri figli, compagni, fratelli e sorelle.

NON ERAVAMO PRONTI A QUESTA REALTA’

Sono cresciuta con l’idea che le dipendenze fossero un mondo lontano dal mio.
Non avevo mai pensato che un giorno mi sarei scontrata con questa realtà.

Scoprire che nostro figlio facesse uso di sostanze è stato un fulmine a cielo sereno.
Mio marito e io ci siamo trovati soli, disperati, terrorizzati.
Non sapevamo a chi rivolgerci e, nella confusione, abbiamo chiesto aiuto a tutti quelli che pensavamo potessero supportarci.

La realtà è stata diversa: tante porte chiuse in faccia, poche risposte, promesse non mantenute.
Io vivevo nella vergogna, incapace di parlarne con qualcuno.
Mio marito, invece, sentiva il bisogno di sfogarsi e grazie a lui siamo venuti a conoscenza di Valdano.

Da quel giorno abbiamo iniziato a vedere una luce in fondo al tunnel.
Finalmente non eravamo più soli.
C’era qualcuno che ci ascoltava davvero, che non parlava soltanto, che ci guidava e nei momenti più bui era accanto a noi, sempre, ventiquattr’ore su ventiquattro.

All’interno del gruppo siamo stati accolti e aiutati.
Non dovevamo più provare vergogna, perché altri, con la loro esperienza, potevano aiutarci a non ripetere gli stessi errori.
Per questo vogliamo restare nel gruppo: per raccontare la nostra storia e i nostri sbagli, e poter aiutare chi oggi non sa cosa fare.

UNA MAMMA CHE HA RITROVATO LA SPERANZA

Quando il mondo ti crolla addosso e non sai a chi rivolgerti, ti senti persa.
Non capisci, non comprendi, ti senti una mamma buona ma fallita.

Gli altri ti ascoltano, ma spesso non ti capiscono davvero.
A volte ti guardano in modo diverso, come se chissà cosa fosse successo.
Invece qui, in questa associazione, è tutto diverso: nessuno ti giudica, ti senti accolta, ti senti aiutata.

Non è vero che solo nelle famiglie “disagiate” ci sono problemi.
Io ho una famiglia normale, eppure mia figlia è crollata inesorabilmente.
Parlare con qualcuno che sa ascoltare davvero ti aiuta tantissimo.

Poi diventa una necessità tornare al gruppo.
Racconti, gli altri ascoltano, e c’è sempre la parola giusta al momento giusto.
Questa associazione ti regala speranza.
Grazie, Valdano.

QUANDO LA DIPENDENZA ENTRA IN FAMIGLIA

La dipendenza non è entrata in casa nostra con un’esplosione.
È arrivata come una crepa lenta, quasi invisibile, finché un giorno mio figlio mi ha detto che il terreno sotto i piedi di tutta la famiglia non reggeva più.

Pensavamo di conoscere la sofferenza.
Anni prima avevamo attraversato la malattia mentale di nostra figlia.
Non è stato un allenamento, è stata una frattura.
Ci ha costretti a rivedere il nostro modo di amare, il bisogno di controllare, la paura del giudizio.

Quella ferita non ci ha resi più forti, ma più consapevoli della nostra fragilità.
Con nostro figlio il dolore è stato diverso.
La parte più difficile non è stata solo la sostanza: sono state la fiducia tradita, le bugie, gli inganni, la sensazione di non riconoscere più tuo figlio.

Il primo impulso è stato salvarlo, intervenire, sistemare tutto.
Poi abbiamo capito che aiutare non significa sostituirsi.
Amare non significa proteggerlo da ogni conseguenza.
Fidarsi non significa chiudere gli occhi.

Abbiamo iniziato un lavoro su di noi.
Attraverso relazioni vere e il confronto con altri genitori abbiamo cambiato postura: meno controllo, più presenza; meno paura, più coerenza; limiti chiari, senza smettere di amare.

Un giorno mio figlio ci ha detto: “Qui da Amici contro la droga non mi stanno curando. Mi stanno insegnando un modo di vivere.”
All’inizio pensavo che la cura fosse eliminare il problema.
Oggi so che la sfida è imparare a stare nella realtà senza scappare, senza mentire, senza distruggersi.
Questo vale per lui, e vale anche per noi.

La dipendenza cambia tutta la famiglia.
Ti obbliga a rivedere il tuo ruolo, il bisogno di essere indispensabile, la paura di perdere tuo figlio.
Non eravamo preparati, siamo stati costretti a cambiare e stiamo ancora cambiando.

Se posso dire qualcosa ad altri genitori è questo: la vergogna isola, il confronto libera.
Cercate relazioni sane.
Cercate, anche con Valdano, chi propone non solo una cura ma un modo diverso di vivere.
Non per diventare perfetti, ma per restare, insieme ai nostri figli, dentro la vita.